• • • • UN BLOG DEDICATO AI PICCOLI UOMINI IN PLASTICA, CARTA O METALLO. SOLDATI E CIVILI, DEL PRESENTE E DEL PASSATO. • • • •

giovedì 20 maggio 2010

I SOLDATINI DI CREPAX


I soldatini di carta sono una forma di gioco, oramai quasi scomparsa, nata nell'Ottocento e diffusa in più di 24 Paesi. Molti sono stati gli editori che, nel corso degli anni, hanno dato alle stampe i cosiddetti "fogli" in cui erano raccolte immagini di soldati da ritagliare, incollare su cartoncino e fissare su una base, in modo da poterli utilizzare per incruenti battaglie. Tra gli stampatori locali più importanti vi è stato Marca Stella che, dalla fine dell'Ottocento al dopoguerra, ha dato vita a un gran numero di soggetti. Ma veniamo al dunque: in anni più recenti i soldatini di carta sono stati realizzati anche da fumettisti. Il Corriere dei Piccoli ne ha regalati moltissimi dal 1953 al 1968, e tra i loro realizzatori vi sono stati nomi illustri come Dino Battaglia, Hugo Pratt e Sergio Toppi, disegnatori spesso appassionati di storia e uniformi, quindi adattissimi al compito. Negli anni Sessanta, il Corrierino non è stata l'unica pubblicazione a dedicare spazio ai soldatini, lo ha fatto anche Linus in due riprese: tra il novembre del 1965 e il febbraio del 1966, e nel febbraio del 1967. Nel primo caso ha regalato La Battaglia di Waterloo, nel secondo La Battaglia di Pavia, due veri e propri wargame (forse i primi in assoluto realizzati in Italia) con decine di soldatini di carta da ritagliare. A firmare questi gioiellini è stato Guido Crepax. La rivista di viaggi Sandokan ha riproposto per intero La Battaglia di Waterloo nel numero dell'aprile del 1999, riportando alla luce quegli splendidi figurini amorevolmente disegnati da Crepax: le rosse divise dell'esercito inglese, le turchine di quello francese. Uomini a piedi e a cavallo, cannoni, bandiere… Tutto con una grande cura per i dettagli, e decine di soldatini in pose differenti. Inoltre, le immagini sono stampate da entrambi i lati, mostrando dello stesso "personaggio" fronte e schiena. Il Duca di Wellington e Napoleone Bonaparte, in sella ai propri destrieri, sono maestosi anche a oltre quarant'anni dallo loro realizzazione.

venerdì 7 maggio 2010

COWBOYS


Un saloon in legno di origine sconosciuta (presumo anni Settanta), palcoscenico per tre soldatini in scala 1:32. I due ai lati sono Dulcop, quello al centro un Britains. Tutti anni Settanta, tutti dipinti. Bang! Bang!

mercoledì 28 aprile 2010

SORRISO SMAGLIANTE


Il Joker di questa foto (in metallo, dipinto, scala circa 1:32) fa parte della collezione di miniature della DC Comics, distribuita in Italia in edicola da Eaglemoss.

lunedì 26 aprile 2010

INDOVINA INDOVINELLO


Vediamo chi indovina a quale fumetto è ispirato il diorama di queste due immagini...

domenica 18 aprile 2010

ULTRAMAN


Il bellimbusto qui sopra è Ultraman. Comprato un paio di anni fa in un negozio dell'usato di Tokyo, in un sacchetto contenente una manciata di colleghi e di nemici, non ne conosco data di produzione e paese d'origine (probabilmente Giappone, o Cina su richiesta di azienda giapponese). In scala 1:32 è in plastica morbida.
Per chi non sapesse chi è Ultraman, il personaggio fa il suo esordio sulle televisioni nipponiche nel luglio 1967, nel telefilm intitolato Ultraman, trasmesso fino all'aprile del 1967. Il protagonista è un alieno originario di Nebula M-78, posto nella quattordicesima galassia. A bordo della propria astronave (ufo diremmo noi) entra in collisione con un'astronave terrestre (siamo nel XXI secolo), uccidendo un membro della Science Patrol: Iota. Per resuscitarlo, si fonde con lui, divenendo un'unica persona, e per espiare alla sua colpa si erge a difensore della Terra contro una serie di mostri (uno nuovo a puntata) che da quel momento in poi cominciano ad affliggere il pianeta. Dinosauri giganti, mostruosità create dall'inquinamento, esseri venuti dallo spazio. Ogni volta che il pericolo si presenta, Iota si trasforma in Ultraman e, nel suo costumino rosso, assume dimensioni gigantesche, si dimena, lo distrugge a colpi di straordinari pugni e raggi spaziali, non prima però di essere stato un po' strapazzato a sua volta e di aver contribuito a radere al suolo interi quartieri di città giapponesi. Il successo è tale che Ultraman ha un'infinità di seguiti. Sempre del 1967 è la serie Ultraseven, del 1971 Kaette Kita Ultraman (“Il ritorno di Ultraman”), del 1980 Ultraman 80 e via dicendo. Per non parlare degli anime (la serie The Ultraman è del 1979), dei film, dei manga, dei gadget.

COWBOY DULCOP


In questa foto leggermente artistica sono immortalati solo soldatini dell'azienda italiana Dulcop. Prodotti negli anni Settanta, in plastica, colorati, scala 1:32. Oltre al cowboy con lazo e a cavallo in primo piano, sullo sfondo si possono intravedere diligenza e un edificio, tutti della Dulcop.